Outdoor
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42 boulders
INTRODUZIONE DI MARCO SAVIO: Quante volte gli occhi vedono solo quello che vuoi e non quello che c'è veramente. Conoscevo da tempo gli "Stancari" di Val Rio Freddo perché, proprio sulla strada, c'è una falesia che in estate offriva delle vie interessanti all'ombra ed arieggiate. Penso fosse il 1995 quando, avendo avuto buca da un compagno, mi sono trovato in falesia da solo. Decisi che sul fiume potevo prendere il sole e rinfrescarmi, dando una svolta al nervosismo da scalatore non scalante.. Trovato un modo per scendere, mi sono trovato proiettato in una dimensione verticale anziché orizzontale come avevo pensato. Sassi, sassi, sassi di varie dimensioni con forme arrotondate che lasciavano intravedere linee da scalare. Va da sè che, quel giorno, non presi il sole ma randellate sui passaggi. Tornai qualche volta per scoprire altri sassi. Per un paio d'anni lasciai "decantare" questo piccolo paradiso di roccia. Quando tornai, molto più motivato, passai bellissimi pomeriggi e serate a scalare da solo su questi giocattoli, scovando anche linee molto interessanti e dure. Penso che la prima persona che ho portato con me è stato Stefano Piazza di Montebello. Da li, molti amici ebbero il piacere di cimentarsi su questi svasi demoniaci. Arrivò il mio caro amico e fratello Nicola Anzoni, con Piero e la cricca di Valdagno, Marco Panozzo, al secolo "neurone", Valdo Chilese e tanti altri, che continuarono in modo egregio lo sviluppo di questo piccolo ma interessante parco giochi per dita e braccia forti.
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